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Splinter Cell Remake


AngelDevil

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Ubisoft ha annunciato Splinter Cell Remake con un trailer. Si tratta del rifacimento con grafica di nuova generazione del primo capitolo della serie. Lo sviluppo del progetto è stato affidato a Ubisoft Toronto, con la collaborazione di altri team interni alla compagnia. La promessa è che si tratti di un titolo con gameplay e grafica di nuova generazione. Considerate che si parla espressamente di remake e non di remaster, quindi il progetto potrebbe prendere delle direzioni inattese.

Nel filmato si parla espressamente di un progetto che ha da poco ricevuto la luce verde, ossia che l'editore ha deciso di finanziare. Quindi non aspettiamoci grosse novità nel breve periodo, visto che sarà ancora in pre-produzione. Il video stesso è composto da interviste agli sviluppatori che parlano del gioco originale e di ciò che ha rappresentato per Ubisoft. Tra le indicazioni pe il remake, spicca il fatto che sarà lineare e per giocatori singoli come l'originale, quindi niente open worl o derive multiplayer.

Tom Clancy's Splinter Cell uscì come esclusiva Xbox nell'ormai remoto 2002. Salutato come uno dei migliori giochi stealth dell'epoca, diede vita a una serie composta da sei capitoli principali, più diversi port, spin-off e romanzi. Recentemente si è parlato molto del ritorno di Sam Fisher, il protagonista assoluto dei Splinter Cell, che ha fatto da comparsa in altri titoli di Ubisoft e che sarà in una serie di Netflix. Finalmente però potrebbe avere la gloria che merita con Splinter Cell Remake, che speriamo riesca a rivitalizzare il franchise.

 

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Per aggiornare il comparto tecnico della produzione, Ubisoft ha annunciato che sarà sfruttato il potenziale dello Snowdrop Engine, il medesimo motore grafico che alimenterà il nuovo Avatar: Frontiers of Pandora e l'ancora misterioso gioco open world a tema Star Wars.

In attesa di poter vedere Splinter Cell Remake in azione, apprendiamo che tra i veterani alla guida del progetto figura David Grivel. Dopo aver contribuito a Splinter Cell: Blacklist e Assassin's Creed: Unity come game designer, il professionista è passato ad occuparsi della saga di Far Cry, tra Far Cry Primal e il recente Far Cry 6. Ora, David Grivel è il Game Director responsabile della realizzazione del titolo che segnerà il ritorno sul campo di Sam Fisher.

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16 ore fa, Relic ha scritto:

Dall'uscita della One praticamente viaggiamo sull'ordine di 1 gioco nuovo e 10 remake e così via.

Ai tempi di quasi tutta la generazione di One c'erano molte più remastered che remake. Tra le due, se proprio devo scegliere, meglio un remake che una semplice remastered. Ciò non significa che non la pensi come te per quanto riguarda nuove IP.

 

Tornando al titolo: pur essendo una saga che ho amato (e odiato con Conviction), viaggio su livelli bassi per quanto riguarda le aspettative. Ubisoft non è nuova a giocarsi la carta dei bei paroloni (e dei trailer farlocchi) per convincere che sarà il gioco dei giochi (riferito a ogni sua IP e non a questa in particolare). L'unica cosa per cui sono tranquillo è nche hanno già confermato che non sarà open world come ogni loro singolo gioco tripla A. 

 

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Il 16/12/2021 at 12:46, Pixer ha scritto:

Ai tempi di quasi tutta la generazione di One c'erano molte più remastered che remake. Tra le due, se proprio devo scegliere, meglio un remake che una semplice remastered. Ciò non significa che non la pensi come te per quanto riguarda nuove IP.

 

Tornando al titolo: pur essendo una saga che ho amato (e odiato con Conviction), viaggio su livelli bassi per quanto riguarda le aspettative. Ubisoft non è nuova a giocarsi la carta dei bei paroloni (e dei trailer farlocchi) per convincere che sarà il gioco dei giochi (riferito a ogni sua IP e non a questa in particolare). L'unica cosa per cui sono tranquillo è nche hanno già confermato che non sarà open world come ogni loro singolo gioco tripla A. 

 

Sono d'accordo. 

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  • 9 mesi dopo...

Secondo quanto indicato da alcune offerte di lavoro di Ubisoft, il venturo Splinter Cell Remake non sarà una copia 1 : 1 dell'opera originale, ma ci saranno delle riscritture e degli aggiornamenti per adattarlo al pubblico moderno.

Precisamente, viene scritto: "Utilizzando il primo gioco di Splinter Cell come base, stiamo riscrivendo e aggiornando la storia per un pubblico moderno. Vogliamo mantenere lo spirito e i temi del gioco originale, esplorando al contempo i nostri personaggi e il mondo per renderli più autentici e credibili. In qualità di sceneggiatore presso Ubisoft Toronto, ti unirai al team Narrative e contribuirai a creare un'esperienza narrativa coesa e avvincente per un nuovo pubblico di fan di Splinter Cell."

Queste informazioni derivano da una proposta di lavoro proveniente dal sito di Ubisoft. Come potete leggere, l'idea è di lavorare su Splinter Cell Remake in modo tale da mantenerle le componenti fondamentali a livello narrativo, ma modificando quanto basta per aggiornare l'esperienza finale e adattarla a un pubblico più moderno: purtroppo questo non ci permette di capire quanto del gioco debba essere cambiato per raggiungere tale obiettivo.

In ogni caso, dovremo attendere un po' di tempo prima di scoprire che tipo di cambiamenti saranno applicati. Splinter Cell Remake è stato confermato a dicembre 2021 e dopodiché non si è più saputo nulla. Vista anche l'assenza al recente Ubisoft Forward, non crediamo che potremo scoprire qualcosa nel giro di pochi mesi.

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  • 3 anni dopo...

Il dataminer RogueTx elenca le presunte caratteristiche del progetto Ubisoft Toronto, tra fedeltà alle origini e una finestra di lancio fissata al 2027.

Il remake di Tom Clancy’s Splinter Cell tornerebbe alle radici della serie con una struttura completamente lineare e il ritorno del suo elemento più iconico – l’indicatore di luce e oscurità – stando a quanto elencato dal dataminer RogueTx (AgaiinTx), figura nota nella community Ubisoft, che sui social ha messo in fila una serie di presunte caratteristiche del progetto in sviluppo presso Ubisoft Toronto.

È proprio l’indicatore di luce e oscurità a rappresentare la sorpresa più gradita per chi segue il franchise fin dagli esordi: quel misuratore che nel Splinter Cell del 2002 traduceva in un semplice indicatore quanto Sam Fisher fosse esposto o nascosto nell’ombra è stato il cuore dell’identità stealth della serie, e il suo recupero, accompagnato da un sistema di illuminazione dinamica, non sorprende affatto se letto come la volontà di riportare il gioco alla tensione e al ritmo cauto delle origini.

A rendere significativo questo ritorno è il peso della tradizione. Il primo Tom Clancy’s Splinter Cell, sviluppato da Ubisoft Montreal e pubblicato nel 2002 in esclusiva su Xbox – prima dei port su PC, PlayStation 2, GameCube e Mac nel 2003 – aveva fatto del rapporto tra luce e ombra il proprio marchio di fabbrica, appoggiandosi all’Unreal Engine 2 e a strumenti come il visore notturno e quello termico. A dare voce e corpo a Sam Fisher era Michael Ironside, che oltre al doppiaggio contribuì alla scrittura del personaggio. Da quell’impostazione, ispirata dichiaratamente a Metal Gear e alle produzioni di Looking Glass Studios, i capitoli come Conviction e Blacklist si erano progressivamente allontanati, spostando il baricentro verso un’azione più diretta.

Un ritorno alle origini, non un open world

La scelta di una progressione lineare è forse il dato più significativo dell’intero elenco: in un periodo in cui Ubisoft ha costruito buona parte del proprio catalogo attorno a mappe open world sempre più estese, il remake manterrebbe l’impianto a missioni del capitolo originale, senza aggiunte di mondi aperti – una direzione che si sposa, dal canto suo, con l’espansione delle opzioni non letali negli approcci ai nemici, altro elemento indicato dal leak e coerente con la filosofia di infiltrazione silenziosa che ha reso celebre Sam Fisher.

Sul fronte tecnico, il progetto sfrutterebbe lo Snowdrop Engine, il motore grafico già impiegato in The Division, Avatar: Frontiers of Pandora e Star Wars Outlaws. Tornerebbero inoltre diversi strumenti storici dell’equipaggiamento – telecamere adesive, granate a gas e allarmi attivabili manualmente – a completare il quadro ambienti distruttibili e nuove opzioni di movimento come le scivolate sui tubi e le teleferiche, pensate per ampliare le possibilità di aggiramento e l’approccio tattico alle missioni.

Un progetto ancora in bilico

Il remake era stato annunciato ufficialmente da Ubisoft il 15 dicembre 2021, con la promessa di una ricostruzione da zero e del ritorno del gioco di luci e ombre che ha reso riconoscibile la saga. Da allora, però, il progetto non ha mai mostrato pubblicamente un solo frammento di gameplay, a quasi quattro anni dall’annuncio – un silenzio che, per una produzione di questo peso, pesa.

Lo sviluppo ha attraversato una fase turbolenta: il game director David Grivel aveva lasciato il progetto nell’ottobre 2022, per poi tornare alla regia il 2 dicembre 2025 affiancando il co-director Chris Auty. A complicare il percorso è arrivato, nel febbraio 2026, un ciclo di licenziamenti che ha coinvolto circa quaranta dipendenti di Ubisoft Toronto, pur senza fermare i lavori sul remake. Lo stesso RogueTx descrive il progetto come in uno stato piuttosto fragile, e il quadro complessivo – tra ritorni in corsa e tagli al personale – non fa che confermarlo.

La finestra di lancio indicata dal leak si colloca tra il secondo e il quarto trimestre del 2027, un orizzonte ancora lontano che lascia spazio a ulteriori evoluzioni. In assenza di conferme e di materiale mostrato da Ubisoft, il ritratto che emerge è quello di un remake intenzionato a recuperare l’anima del primo Splinter Cell, con tecnologie e meccaniche aggiornate. In attesa di un primo, vero segnale ufficiale dalla casa francese, resta da capire quanto di questo elenco sopravvivrà al passaggio dalla fase di sviluppo al prodotto finale.

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