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Requiem for a Dream


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Meritò Gollum il pubblico ludibrio alla sua uscita tre anni or sono?

Se si fosse dato ascolto all’eterogeneità di opinioni e recensioni scritte e divulgate, sarebbe parso proprio di sì. Tanto che ad un certo momento il disprezzo verso codesto, essendosi coagulato come un branco compatto, arrivò ad eleggerlo come peggior gioco di quell’anno in corso. Ma fu veramente così? Davvero Lord Of The Rings: Gollum è stato un pessimo gioco?

La sua avventura iniziava all’interno delle umide caverne montuose ai margini del regno, posti che Gollum/Smeagol conoscevano molto bene. Da subito disturbato dalla sua duplice personalità che dava vita a interessanti soliloqui, e pure agitato da ricordi truci e ansiosi che divenivano sempre più tangibili ad ogni loro comparsa, ecco che aiutavamo il nostro agile e avvizzito antieroe a farsi strada furbescamente e di soppiatto fra i dirupi, le insidie, i mostri e le trappole che albergavano in questo versante del regno, evitando di cadere nelle mani degli orchi e avendo sempre come imprescindibile ossessione il potere dell’anello.

Purtroppo tra le grinfie degli orchi ci saremmo finiti presto e lì, nelle asfissianti profondità delle caverne laviche, schiavizzati dal signore delle bestie, ci saremmo adoperati in mansioni sfiancanti e pericolose, facendoci pochissimi alleati e molti nemici. Ma il nostro viaggio non sarebbe terminato qui.

Avremmo visitato in segreto le stanze della dimora del prete oscuro Candle Man, mescolato con perizia il liquido di mormack per far nascere un dolce e fido pennuto, eluso per un soffio le ragnatele mortali di un gigantesco aracnide carnivoro, e calpestato infine l’erba delle foreste e dei villaggi degli elfi, condividendo i nostri passi con una giovane elfa cieca capace di diradare le mefitiche nebbie che permeavano i boschi.

Sarà un viaggio di avventure, trappole e sorprese, di scelte morali a seconda che si voglia assecondare la personalità di Gollum oppure di Smeagol, ma sarà soprattutto vivere un’avventura in compagnia di un personaggio magistralmente caratterizzato ed interpretato, tanto da chiedersi come sarebbe stata, questa avventura, con a disposizione un budget alla Tomb Raider.

Anche perché il character design è rispettoso e fedele al nome del titolo che porta in scena, e l’Unreal Engine, pur con tutti i suoi singhiozzi causati da una scarsa ottimizzazione e da una mala rifinitura, offre alla vista scenografie soventi ispirate e d’impatto; e con un accompagnamento sonoro maestoso, l’esperienza confezionata aveva un potenziale da grande avventura che, purtroppo, a livello ludico non è stata.

Anzi, visto il nome importante della licenza, il passo per essere scherniti a livello generale è stato breve:

peccato essere stato iconicamente considerato il peggior gioco del 2023 quando, nonostante lo sviluppo travagliato, si è cercato di portare a schermo una presentazione ed una sceneggiatura originali e appassionate, che hanno conferito un’anima tutta peculiare a questo gioco.

Un’anima nata e concepita nel mezzo di burrascose e sfortunate vicissitudini, che segneranno il destino di Gollum, e Daedalic, per sempre.

 

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