Pinch Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa Abbiamo capito che succede quando si concede supporto alle visioni di un genio. Abbiamo visto che cosa nasce quando si incentivano le idee di un artista. Ed infine, proprio ad inizio millennio, lo abbiamo ricevuto: il sogno da 44 milioni di dollari di Yu Suzuki. Un’avventura epica e colossale, strutturata attraverso l’esplorazione libera di un mondo aperto e pulsante. Dopo i primi due giganteschi progetti il nostro ingegnere elettronico è riuscito, in tempi recenti, in un altro miracolo: offrire ai giocatori un terzo episodio senza poter disporre di tutti i mezzi di un tempo. Privo dunque degli ingenti fondi e dei grandi studi, e armato solo della sua visione originale e fondativa, col supporto di Sony ha realizzato il prosieguo del lungo viaggio di Ryo che, tra non molto, anche noi su Xbox potremo finalmente intraprendere nella sua declinazione “enhanced”. Era chiaro però che questa terza iterazione non poteva sostanziarsi in un capolavoro rivoluzionario come quello concepito vent'anni prima: troppo il tempo ormai trascorso e troppo poche le risorse concrete a disposizione. Eppure, Shenmue III riesce ad uscire dal sogno delle intenzioni, e accompagna i giocatori che lo cercano nell’incedere di un cammino d’altri tempi e d’altri valori, volendo aggiungere un minuzioso tassello, così piccolo ma così importante, cui solo alle grandi storie può appartenere, e dal quale scaturiscono personaggi cesellati nel tempo che attraversano generazioni differenti senza cambiare mai. Nonostante Shenmue non sia mai divenuto un successo commerciale, ha però indelebilmente calcato la storia per la sua struttura libera, di un mondo aperto e pulsante, capostipite integerrimo e disciplinato di tutti gli open world che poi gli hanno succeduto: davvero Shenmue a levante e GTA 3 a ponente furono le lancette che scandirono la storia del medium videoludico come solo i giochi rivoluzionari hanno il potere di fare. E pensare che un paio di critici consapevoli, riguardo a Shenmue III, hanno avuto in sede di recensione l’accortezza di non esplicitarne un voto finale; credo non tanto come atto di clemenza, quanto come gesto di reverenza verso un’opera che ha voluto dare seguito al suo spartito nell’unico modo in cui le era possibile farlo: ovvero fermare il tempo a diciotto anni prima. E se un giorno il quarto episodio arriverà, esso non potrà essere più un bucolico e accorato interludio alla sua gloriosa saga, ma dovrà portare con sé quella naturale evoluzione dell’esperienza che tutti i fan attendono da più di vent’anni. Non si potrà transigere ancora. Let’s get Shenmue IV. Cita Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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